“Ma sono io che lo faccio?”

All’inizio succede spesso. Durante un test, a un certo punto arriva una domanda: “Ma sono io che lo faccio?” È una reazione naturale. Siamo abituati a voler capire, controllare, partecipare attivamente a quello che succede. A “fare bene”, a intervenire, a guidare. E quando il corpo risponde in modo spontaneo, senza che tu debba fare qualcosa di preciso, può nascere il dubbio. “Sto influenzando il risultato?” “Sto facendo io questo movimento?” In realtà, no. Il test non richiede che tu faccia qualcosa. Non è una prova da superare, né qualcosa da eseguire nel modo giusto. È uno spazio di ascolto. Il corpo risponde da sé, in base a quello che sta vivendo in quel momento. A volte con forza, a volte con meno energia. Ma sempre in modo coerente. Più provi a controllare quella risposta, più rischi di allontanarti da ciò che sta emergendo. Ed è qui che avviene un piccolo cambio. Quando inizi a lasciare un po’ di spazio, senza cercare di fare o capire tutto subito, la percezione cambia. Diventa più semplice. Più chiara. Più diretta. Non perché hai fatto qualcosa di diverso, ma perché hai smesso di interferire. 🌿 Non devi farlo. Sta già succedendo. E a volte, la parte più difficile… è proprio lasciare che accada.

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